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martedì 29 agosto 2017

Wild plants




Airone

 In qusta afosa e calda estate fiorentina, con un gruppo di amici rimasti in città, abbiamo cominciato a fare lunghe passeggiate in riva all’Arno. Ritrovo la mattina alle 7,00, unico orario in cui si poteva pensare di camminare senza stramazzare al suolo dopo pochi passi. In effetti, a quell’ora, si apprezzano cose che in altri momenti non si vedono più, gli aironi nel fiume che cercano il cibo, le paperine sulla pescaia a fare il bagno, le carpe che affiorano perchè butti del pane in acqua e …. le piante che crescono in riva al fiume che nonostante la terribile siccità di questa estate, crescono rigogliose a pelo d’acqua.

In effetti qualche settimana fà Ilse Beunen pubblicò sulla piattaforma di Ikebana e-courses un video su come utilizzare le piante che puoi trovare comunemente per strada per fare ikebana.

Using Material From Garden and Nature For Ikebana

Do you think your garden plants don’t produce the right kind of branches? Then these lessons will be helpful.

Con questa idea in mente una mattina mentre passeggiavo ho raccolto alcuni materiali dalla riva con il prezioso aiuto di mio marito Mauro e della mia amica Sabrina.
Via via che raccoglievamo le piante mi soffermavo ad osservare dove erano nate, come si “muovevano” nello spazio circostante e come interagivano con le piante vicine.
Ho trovato molto interessante una pianta che formava dei grovigli gialli alla base di altre piante, Mauro mi ha detto che si trattava di una pianta parassita, ho pensato che l’effetto in un ikebana sarebbe stato fantastico! Un intreccio naturale.

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CUSCUTA pianta parassita infestante
Tornata a casa ho realizzato il mio ikebana.
Ho scelto il suiban perchè si potesse vedere l’acqua che avrebbe ricordato in qualche modo l’Arno e ho sistemato il materiale come fosse ancora sulla riva del fiume.

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Maze-zashi – “Profumo d’Arno”
E’ proprio vero quello che dice Sofu Teshigahara nei “The Fifty Principles of Sogetsu – Beautiful flowers do not always make beautiful Ikebana”.
Ogni materiale ha una sua bellezza basta saperla vedere e valorizzare. Per questo ringrazio il mio Maestro Luca Ramacciotti che insegnandomi l’arte dell’Ikebana, mi ha anche insegnato, a guardare con occhi diversi la natura che mi circonda.


giovedì 8 giugno 2017

The ikebana becomes us

Ilaria, Francesco, Patrizia, Lucio, Anne, Andrea, Chiara, Silvia, Luca

Siamo tornati alla normalità ma ancora è vivo il ricordo dei 4 giorni passati con il “Gruppo vacanze Alto Adige”.
Questo è il secondo anno che organizziamo una gita collettiva all’insegna dello stare inseime, fare ikebana e divertimento.
Lo scorso anno eravamo a Nebbiù ospiti di Chiara e quest’anno a Merano ospiti di Patrizia. Il gruppo lo potete vedere nell’immagine di copertina. Da sinistra Ilaria, Francesco (marito di Patrizia) Patrizia, Lucio, Anne, Andrea (marito di Chiara), Chiara, io e Luca.
La formula sperimentata lo scorso anno si è ripetuta. Ci siamo ritrovati tutti a Merano a casa di Partizia e Francesco dopo un viaggio di circa 4 ore in auto da Firenze dove erano arrivati Luca, Lucio ed Ilaria con il treno.
Il venerdì mattina è stato dedicato alle lezioni di ikebana che abbiamo fatto tutti insieme nel giardino. Io e Ilaria abbiamo sviluppato dei temi del V livello che ancora non avevamo fatto.
Primo lavoro Improving Your Techinique “In a Suiban without Kenzan” un’evoluzione della tecnica rispetto al in suiban without kenzan fatta nel IV livello. Infatti questa volta niente rami ma solo fiori e foglie.
Curcuma fiori e foglie

Secondo tema 
Relief Works qualcosa a metà tra un pannello decorativo e un ikebana. Non avevo mai realizzato niente del genere ma avevo disegnato uno schizzo e perparato i materiali quindi sapevo cosa fare.

Pannello di legno verniciato, bamboo e craspedia

Il terzo lavoro è quello che ha ispirato il titolo del post. Renka (realizzato da: Lucio Farinelli, Patrizia Ferrari, Ilaria Mibelli, Chiara Giani, Silvia Barucci e Luca Ramacciotti)
In pratica si tratta di realizzare un’ikebana formato da tanti ikebana diversi, dove ogni persona che partecipa al lavoro mette la sua composizione in modo da armonizzarla con quella che già era pronta.
A me è toccato il penultimo step (il quinto). Ho realizzato un’ikebana che si staccasse dal gruppo ma al tempro stesso fosse in armonia con esso. Ho scelto dei materiali che amo molto per forma e colore (trachelium e gypsophila rosa) e un vaso di Patrizia bellissimo.
Lucio, Patrizia, Ilaria, Chiara, Silvia e Luca
The ikebana becomes us!
Dopo questa splendida esperienza ci siamo rilassati alle Terme di Merano. Un posto da sogno, cena in montagna e serata a giocare a Sogetsopoli. (versione personalizzata del monopoli)
La mattina dopo si replica con una nuova sessione di studio. Tutti abbiamo scelto un vaso che Patrizia ci ha gentilmente prestato e con i materiali “avanzati” abbiamo realizzato il nostro ikebana.
Bocca di leone e gypsophila rosa

Ci siamo ripromessi di continuare nel tempo questa bellissima “tradizione”. Vivere in gruppo almento una volta all’anno tre, quattro giorni di conviviale amicizia e studio dell’ikebana. Dedicarsi ad un arte è anche vivere insieme alle persone che hanno il tuo stesso interesse in armonia e divertimento.
Per i prossimi anni, la mente vulcanica del Maestro Farinelli, ha dato degli spunti niente male, ma ne parleremo a suo tempo.
Grazie a tutti per il bellissimo ricordo che porterò sempre con me.

giovedì 18 maggio 2017

Hito-Te-Ma





Tra le mani di due esseri umani
Oggi nella piazza di Fiesole si è tenuta la “Festa della Ceramica” organizzata dall’associazione “Cobalto”. Conosco questa associazione perché qualche tempo fa mi sono fatta fare un vaso da Umi Amanuma ceramista giapponese di grande talento.
Ceramiche di Umi Amanuma

Girando per la mostra mi sono fermata ad una stand dove non c’erano ceramiche esposte ma pezzi di creta in terra, disposti a formare un disegno. Molto curioso e chiedo spiegazione.
In pratica veniva replicata una performance di un artista giapponese (ancora Giappone nella mia vita) Shioya Ryota che all’indomani del disastro nucleare di Fukushima, ha ideato HitoTeMa. Questo consiste nello stringersi la mano tenendo nell’incavo tra pollice ed indice una piccola palla di argilla. Il risultato sono piccole opere rappresentanti calchi di strette di mano.
HitoTeMa ha un duplice significato: “Hito” significa pezzo di e “Tema” significa tempo o lavoro. Così “Hito-Tema” significa solo con un pezzo del lavoro.
Ma “Hito” significa anche esseri umani, “Te” significa mani, “Ma” significa tra. Così “Hito-Te-Ma” significa anche tra le mani di due esseri umani.
Ho trovato questa cosa “geniale” e quindi ho deciso di lasciare anche la mia impronta 
La stretta

Il risultato
Il contributo all'opera

Visione d'insieme

Il mio amore per l’ikebana mi ha avvicinato all’arte della ceramica perché questa è parte integrante della composizione e apprendere di artisti come Shioya Ryota che realizzano opere che uniscono il “mondo” mi piace molto. Sarebbe bello fare una performance tipo questa anche con l’ikebana, non so,  una grande installazione in un luogo pubblico dove ogni visitatore possa aggiungere un pezzo che lo rappresenta. Alla fine avremo realizzato un ikebana del “mondo” con il contributo di tutti.
Mi piace! Ci penserò e nel caso realizzi qualcosa del genere vi chiamerò tutti per contribuire con un pezzo di voi alla realizzazione. Faremo un passo tutti insieme sulla via dei fiori.

lunedì 8 maggio 2017

L'occhio del Maestro


Qualche settimana fa andai con mia cognata dal grossista di fiori da cui mi servo prechè lei voleva comprare dei fiori recisi. Lasciai scegliere a lei i fiori che poi ci dividemmo e io li usai per realizzare un ikebana. Non avendo scelto io i fiori l’ikebana non era preparato ma dovetti “improvvisare”. Accolsi questa cosa come un ottimo esercizio per imparare qualcosa di nuovo.
Scelsi il vaso e cominciai a lavorare, quando mi ritenni abbastanza soddisfatta scattai la prima foto e la mandai al mio Maestro Luca Ramacciotti.
Primo step del lavoro

Giustamente il Maestro mi fece notare che la massa aveva poco slancio e che avrei dovuto aumentare un pò la lunghezza della parte sinistra.

Secondo step del lavoro

A questo punto Luca mi disse che andava bene e che potevo pubblicare il lavoro, ma nella mail aggiunse: “Per curiosità lo trasporti in un vaso alto e stretto?”
Presi un vaso alto, levai dal kenzan con due mani tutto l’ikebana così montato e lo misi nel vaso.
Terzo ed ultimo step

Effettivamente il risultato è molto più bello, la massa acquista slancio e anche se è molto piena sembra delicata. Questo è l’occhio del Maestro!
Luca non ha detto che il mio lavoro non era bello o che non andava bene, mi ha solo chiesto di fare una prova e poi il risultato è stato evidente anche ai miei occhi. E’ in questo modo che si insegna e si fa crescere un allievo, aiutandolo a capire.
Grazie Maestro!

martedì 11 aprile 2017

La magia del Lago

Lago di Massaciuccoli

Fare ikebana in un luogo fantastico, fuori dal tempo, immersi nella natura e circondati da amici si può? Certo! Io per fortuna l'ho fatto.
Lo scorso sabato (grazie a Luca Ramacciotti ed alla sua amica) l'abbiamo potuto fare lezione nella splendida Villa Orlando in riva al lago di Massaciuccoli a Torre del Lago.
Villa Orlando

Attraversando il parco, siamo arrivati alla torretta con terrazza in riva al lago dove ci siamo sistemati per fare la nostra lezione. Per questa occasione speciale era arrivato anche il Maestro Farinelli da Roma.

La scala di accesso alla terrazza

Ci siamo sistemate e abbiamo cominciato a lavorare. Con nostra grande sorpresa dopo poco è venuto a trovarci un caro amico, Rinaldo Serra e quindi abbiamo sfruttato la sua Arte per documentare il nostro lavoro e la bellissima giornata.

Al lavoro
Questa sono io
Sulla terrazza facendo Ikebana

I temi delle tre lezioni, tutti tratti dal 5° libro della Sogetsu, ci hanno impegnato per diverse ore, il tempo è volato tanto era piacevole stare in quel posto. Il primo tema che abbiamo affrontato è stato Green Plant Materials.

Green Plant Materials

Solo materiali verdi, in parte portati dal Maestro Lucio in parte arborizzati per strada, la foto di Rinaldo Serra coglie tutta la magia del posto e del momento.
La seconda lezione Japanese Iris, Rabbit – ear Iris. Abbiamo utilizzato solo gli Iris e le foglie per creare i nostri Ikebana.
Japanese Iris, Rabbit - ear Iris
Che dire la foto è fantastica!
Ultimo tema è stato The Fifty Principles of Sogetsu. Ogniuna di noi ha scelto uno dei cinquanta principi e ha cercato di interpretarlo, scegliendo il materiale, il vaso e spiegando il perché della scelta. Il principio che ho scelto è il 39.
39. “Ikebana must appear as if it is a product of the environment in which it is displayed.”
Per realizzare il mio ikebana mi sono documentata sulla location in cui ci saremo trovati e quindi ho fatto una ricerca sulle piante che vivono in zone umide ed in prossimità di laghi, ho scelto calle, diantus, hosta variegata e iris. La scelta del vaso è stata una conseguenza logica, trasparente per dare importanza all'acqua (della composizione e del lago). Il risultato è quello che vedete sotto reso ancora più bello dalla foto del Maestro Serra.

39 - The Fifty principles of Sogetsu

Una giornata passata lavorando in armonia divertendosi. Siamo ikebanisti ma prima di tutto amici che condividono un interesse. Sono giornate indimenticabili che rimarranno nella memoria di tutti noi come momenti di condivisione e di crescita personale. Auguro a tutti di trovare una passione, che vi riempia la vita, da poter condividere con persone stupende come quelle che ho trovato in questo gruppo di Ikebana, gruppo sempre più allargato che racchiude Arti diverse ma complementari, dove ognuno porta la sua esperienza felice di condividerla con gli altri.
Bello, bello, bello non ho altre parole.

Il gruppo - da sinistra Lucio, io, Luca, Rinaldo, Ilaria, Rosaria, Nicoletta e Fabio