Visualizzazione post con etichetta #cuore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #cuore. Mostra tutti i post

martedì 20 giugno 2017

Ikebana Gourmet

Il piatto dello Chef Torretta

 Nel Concentus Study Group non si dorme mai!. Le menti creative dei Maestri Luca e Lucio sono sempre pronte a stimolarci con nuove sfide. Questa è l’ultima in ordine di tempo: realizzare un’ikebana ispirato al piatto di uno Chef.
Ci sono così arrivate una serie di fotografie bellissime di piatti stupendi. Ogniuna di noi ha scelto un piatto e ha cercato di interpretarlo al meglio. I bellissimi piatti sono dello Chef Matteo Torretta.
Vi metto anche il link al blog di Luca così potete vedere gli altri piatti e conoscere meglio lo Chef Torretta Il King e l’Ikebana Sogetsu
Io per un’affinità di colore ho scelto il piatto che vedete in copertina e ho cominciato a pensare come poter rendere questa immagini in un’ikebana. Si immagine, perchè come tutti, ho solo visto in fotografia il piatto.
Il processo creativo è cominciato con l’osservazione del piatto, mi sono chiesta: “cosa vedi?” Vedevo una forma quadrata stratificata, un colore dominante il giallo ocra, una foglia scura.
L’osservazione l’ho così tradotta in un disegno, dando indicazioni di forme e colori.

 
Disegno del piatto/ikebana

Poi sono passata a pensare con che materiali realizzare la composizione. Ho tagliato dei pezzi di legno quadrati, due di betulla e uno di legno scuro che ho spruzzato di bianco (questi mi servivano per dare il senso degli strati e della forma). Il vaso inizialmente lo pensavo trasparente ma poi mi sono ricordata di quello usato al Workshop con Akane Teshigahara in Belgio e mi è sembrato perfetto. Per i materiali avevo in mente dei fiori gialli e volevo dei girasoli ma pensavo di trovarli troppo grandi, arrivata dal mio grossista avevano dei mazzi di girasoli piccoli, perfetti!
Per la foglia rossa avevo in mente un’acero che è nel giardino del mio vicino e nottetempo sono andata a tagliare due rami.

La sintesi di tutto è questo ikebana.

Ikebana ispirato al piatto di Matteo Torretta
 
Questa ovviamente è la mia interpretazione del piatto ma devo dire che, dopo il suggerimento del Maestro Luca Ramacciotti, rende l’idea e “funziona” con l’immagine del piatto.
E’ stato molto stimolante e creativo interpretare un piatto Gourmet, nel prossimo lavoro interpreteremo un sapore o forse uno stato d’animo, non so ma qualcosa inventeranno i due maestri del Concentus e io sarò feice di partecipare ad ogni sfida che ci proporranno.

giovedì 8 giugno 2017

The ikebana becomes us

Ilaria, Francesco, Patrizia, Lucio, Anne, Andrea, Chiara, Silvia, Luca

Siamo tornati alla normalità ma ancora è vivo il ricordo dei 4 giorni passati con il “Gruppo vacanze Alto Adige”.
Questo è il secondo anno che organizziamo una gita collettiva all’insegna dello stare inseime, fare ikebana e divertimento.
Lo scorso anno eravamo a Nebbiù ospiti di Chiara e quest’anno a Merano ospiti di Patrizia. Il gruppo lo potete vedere nell’immagine di copertina. Da sinistra Ilaria, Francesco (marito di Patrizia) Patrizia, Lucio, Anne, Andrea (marito di Chiara), Chiara, io e Luca.
La formula sperimentata lo scorso anno si è ripetuta. Ci siamo ritrovati tutti a Merano a casa di Partizia e Francesco dopo un viaggio di circa 4 ore in auto da Firenze dove erano arrivati Luca, Lucio ed Ilaria con il treno.
Il venerdì mattina è stato dedicato alle lezioni di ikebana che abbiamo fatto tutti insieme nel giardino. Io e Ilaria abbiamo sviluppato dei temi del V livello che ancora non avevamo fatto.
Primo lavoro Improving Your Techinique “In a Suiban without Kenzan” un’evoluzione della tecnica rispetto al in suiban without kenzan fatta nel IV livello. Infatti questa volta niente rami ma solo fiori e foglie.
Curcuma fiori e foglie

Secondo tema 
Relief Works qualcosa a metà tra un pannello decorativo e un ikebana. Non avevo mai realizzato niente del genere ma avevo disegnato uno schizzo e perparato i materiali quindi sapevo cosa fare.

Pannello di legno verniciato, bamboo e craspedia

Il terzo lavoro è quello che ha ispirato il titolo del post. Renka (realizzato da: Lucio Farinelli, Patrizia Ferrari, Ilaria Mibelli, Chiara Giani, Silvia Barucci e Luca Ramacciotti)
In pratica si tratta di realizzare un’ikebana formato da tanti ikebana diversi, dove ogni persona che partecipa al lavoro mette la sua composizione in modo da armonizzarla con quella che già era pronta.
A me è toccato il penultimo step (il quinto). Ho realizzato un’ikebana che si staccasse dal gruppo ma al tempro stesso fosse in armonia con esso. Ho scelto dei materiali che amo molto per forma e colore (trachelium e gypsophila rosa) e un vaso di Patrizia bellissimo.
Lucio, Patrizia, Ilaria, Chiara, Silvia e Luca
The ikebana becomes us!
Dopo questa splendida esperienza ci siamo rilassati alle Terme di Merano. Un posto da sogno, cena in montagna e serata a giocare a Sogetsopoli. (versione personalizzata del monopoli)
La mattina dopo si replica con una nuova sessione di studio. Tutti abbiamo scelto un vaso che Patrizia ci ha gentilmente prestato e con i materiali “avanzati” abbiamo realizzato il nostro ikebana.
Bocca di leone e gypsophila rosa

Ci siamo ripromessi di continuare nel tempo questa bellissima “tradizione”. Vivere in gruppo almento una volta all’anno tre, quattro giorni di conviviale amicizia e studio dell’ikebana. Dedicarsi ad un arte è anche vivere insieme alle persone che hanno il tuo stesso interesse in armonia e divertimento.
Per i prossimi anni, la mente vulcanica del Maestro Farinelli, ha dato degli spunti niente male, ma ne parleremo a suo tempo.
Grazie a tutti per il bellissimo ricordo che porterò sempre con me.

giovedì 18 maggio 2017

Hito-Te-Ma





Tra le mani di due esseri umani
Oggi nella piazza di Fiesole si è tenuta la “Festa della Ceramica” organizzata dall’associazione “Cobalto”. Conosco questa associazione perché qualche tempo fa mi sono fatta fare un vaso da Umi Amanuma ceramista giapponese di grande talento.
Ceramiche di Umi Amanuma

Girando per la mostra mi sono fermata ad una stand dove non c’erano ceramiche esposte ma pezzi di creta in terra, disposti a formare un disegno. Molto curioso e chiedo spiegazione.
In pratica veniva replicata una performance di un artista giapponese (ancora Giappone nella mia vita) Shioya Ryota che all’indomani del disastro nucleare di Fukushima, ha ideato HitoTeMa. Questo consiste nello stringersi la mano tenendo nell’incavo tra pollice ed indice una piccola palla di argilla. Il risultato sono piccole opere rappresentanti calchi di strette di mano.
HitoTeMa ha un duplice significato: “Hito” significa pezzo di e “Tema” significa tempo o lavoro. Così “Hito-Tema” significa solo con un pezzo del lavoro.
Ma “Hito” significa anche esseri umani, “Te” significa mani, “Ma” significa tra. Così “Hito-Te-Ma” significa anche tra le mani di due esseri umani.
Ho trovato questa cosa “geniale” e quindi ho deciso di lasciare anche la mia impronta 
La stretta

Il risultato
Il contributo all'opera

Visione d'insieme

Il mio amore per l’ikebana mi ha avvicinato all’arte della ceramica perché questa è parte integrante della composizione e apprendere di artisti come Shioya Ryota che realizzano opere che uniscono il “mondo” mi piace molto. Sarebbe bello fare una performance tipo questa anche con l’ikebana, non so,  una grande installazione in un luogo pubblico dove ogni visitatore possa aggiungere un pezzo che lo rappresenta. Alla fine avremo realizzato un ikebana del “mondo” con il contributo di tutti.
Mi piace! Ci penserò e nel caso realizzi qualcosa del genere vi chiamerò tutti per contribuire con un pezzo di voi alla realizzazione. Faremo un passo tutti insieme sulla via dei fiori.

martedì 13 settembre 2016

Fragranze a Pitti

Questa bellissima esperienza fatta a Pitti Fragranze merita il mio nuovo post.

Bottiglie di profumo

Con una parte del Concentus Study Group (Luca Ramacciotti, Lucio Farinelli, Anne Justo, Ilaria Mibelli, Nicoletta Barbieri ed io) lo scorso sabato, siamo andati a vedere Pitti Fragranze.
Con ancora nella mente la fantastica esperienza del workshop sui profumi fatto con Marika Vecchiattini, siamo entrati alla Leopolda e ci siamo tuffati nel fantastico modo di colori e odori di questa particolare esposizione.

Bottiglie di profumo

Luca ci ha guidato negli stand dei Maestri Profumieri che aveva avuto modo di conoscere e questi ci hanno accolto con passione e professionalità raccontandoci le "storie" che hanno ispirato le loro creazioni. I racconti ci hanno trasportato un un mondo nuovo ed affascinate, coinvolgendo i nostri sensi e la nostra mente.

Profumi del Forte (foto di Luca Ramacciotti)

Nelle creazioni di Profumi del Forte si respira l'aria della costa toscana ricca di storia e passione. Forse riusciremo a fare qualcosa insieme ma ancora è solo un progetto.

Antonio Alessandria

Antonio Alessandria ci ha incantato con la meravigliosa storia che ha portato alla sua ultima creazione: Eperdument

La bottiglia di Eperdument di Alessandria

Dopo il coinvolgente racconto abbiamo sentito il profumo ed io mi sono "persa", è come viaggiare, basta chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare. Lo trovo fantastico.

Homo Elegans - Maurizio Pizzi e Francesco Gini, al centro Luca Ramacciotti

Due giovani del mondo della profumeria d'autore ma già con in "tasca" due profumi sicuramente di alta caratura Quality of Flash e Tadzio. Persone preparate e disponibili veramente una bella conoscenza.

E poi ho conosciuto lui: Meo Fusciuni.
Un personaggio in tutti i sensi. Con i suoi lavori ha stregato il mio naso. Non trovo parole per descrivere l'immensa gioia che mi ha lasciato questo incontro, consapevole di aver conosciuto un grande Maestro profumiere.

Meo Fusciuni

Lo stand di Meo Fusciuni

Ho apprezzato tutto, dal design del packaging all'esposizione, l'essenzialità del flacone e la ricercatezza della composizione del profumo.
Tutto il suo lavoro è di altissimo livello, ma il cuore me l'ha toccato con I° nota di viaggio - Rites de Passage.

Meo Fusciuni

Michele Marin ci ha fatto conoscere la nuova linea di candele per ambiente profumate. Una vera sinfonia di odori racchiusa in una confezione bellissima, elegante come i suoi profumi.

Michele Marin e Luca Ramacciotti

Dopo questo veloce e molto personale racconto che posso dire?
Solo che mi sono innamorata di loro e dei loro profumi. 
I profumi non si possono descrivere a parole, li possiamo sentire solo con il naso ed il cuore.

Riccardo Tedeschi e Alessandro Brun di Masque Milano, 
Luca ramacciotti, Lucio Farinelli, io, Nicoletta Barbieri e Ilaria Mibelli

Ovviamente oltre che per conoscenza personale, la visita è servita a rafforzare l'idea del valido connubio tra Ikebana-Profumo, provata a Campomarzio70 e sicuramente da ripetere in futuro.

la locandina di Pitti Fragranze 2016