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martedì 29 agosto 2017

Wild plants




Airone

 In qusta afosa e calda estate fiorentina, con un gruppo di amici rimasti in città, abbiamo cominciato a fare lunghe passeggiate in riva all’Arno. Ritrovo la mattina alle 7,00, unico orario in cui si poteva pensare di camminare senza stramazzare al suolo dopo pochi passi. In effetti, a quell’ora, si apprezzano cose che in altri momenti non si vedono più, gli aironi nel fiume che cercano il cibo, le paperine sulla pescaia a fare il bagno, le carpe che affiorano perchè butti del pane in acqua e …. le piante che crescono in riva al fiume che nonostante la terribile siccità di questa estate, crescono rigogliose a pelo d’acqua.

In effetti qualche settimana fà Ilse Beunen pubblicò sulla piattaforma di Ikebana e-courses un video su come utilizzare le piante che puoi trovare comunemente per strada per fare ikebana.

Using Material From Garden and Nature For Ikebana

Do you think your garden plants don’t produce the right kind of branches? Then these lessons will be helpful.

Con questa idea in mente una mattina mentre passeggiavo ho raccolto alcuni materiali dalla riva con il prezioso aiuto di mio marito Mauro e della mia amica Sabrina.
Via via che raccoglievamo le piante mi soffermavo ad osservare dove erano nate, come si “muovevano” nello spazio circostante e come interagivano con le piante vicine.
Ho trovato molto interessante una pianta che formava dei grovigli gialli alla base di altre piante, Mauro mi ha detto che si trattava di una pianta parassita, ho pensato che l’effetto in un ikebana sarebbe stato fantastico! Un intreccio naturale.

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CUSCUTA pianta parassita infestante
Tornata a casa ho realizzato il mio ikebana.
Ho scelto il suiban perchè si potesse vedere l’acqua che avrebbe ricordato in qualche modo l’Arno e ho sistemato il materiale come fosse ancora sulla riva del fiume.

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Maze-zashi – “Profumo d’Arno”
E’ proprio vero quello che dice Sofu Teshigahara nei “The Fifty Principles of Sogetsu – Beautiful flowers do not always make beautiful Ikebana”.
Ogni materiale ha una sua bellezza basta saperla vedere e valorizzare. Per questo ringrazio il mio Maestro Luca Ramacciotti che insegnandomi l’arte dell’Ikebana, mi ha anche insegnato, a guardare con occhi diversi la natura che mi circonda.


martedì 20 giugno 2017

Ikebana Gourmet

Il piatto dello Chef Torretta

 Nel Concentus Study Group non si dorme mai!. Le menti creative dei Maestri Luca e Lucio sono sempre pronte a stimolarci con nuove sfide. Questa è l’ultima in ordine di tempo: realizzare un’ikebana ispirato al piatto di uno Chef.
Ci sono così arrivate una serie di fotografie bellissime di piatti stupendi. Ogniuna di noi ha scelto un piatto e ha cercato di interpretarlo al meglio. I bellissimi piatti sono dello Chef Matteo Torretta.
Vi metto anche il link al blog di Luca così potete vedere gli altri piatti e conoscere meglio lo Chef Torretta Il King e l’Ikebana Sogetsu
Io per un’affinità di colore ho scelto il piatto che vedete in copertina e ho cominciato a pensare come poter rendere questa immagini in un’ikebana. Si immagine, perchè come tutti, ho solo visto in fotografia il piatto.
Il processo creativo è cominciato con l’osservazione del piatto, mi sono chiesta: “cosa vedi?” Vedevo una forma quadrata stratificata, un colore dominante il giallo ocra, una foglia scura.
L’osservazione l’ho così tradotta in un disegno, dando indicazioni di forme e colori.

 
Disegno del piatto/ikebana

Poi sono passata a pensare con che materiali realizzare la composizione. Ho tagliato dei pezzi di legno quadrati, due di betulla e uno di legno scuro che ho spruzzato di bianco (questi mi servivano per dare il senso degli strati e della forma). Il vaso inizialmente lo pensavo trasparente ma poi mi sono ricordata di quello usato al Workshop con Akane Teshigahara in Belgio e mi è sembrato perfetto. Per i materiali avevo in mente dei fiori gialli e volevo dei girasoli ma pensavo di trovarli troppo grandi, arrivata dal mio grossista avevano dei mazzi di girasoli piccoli, perfetti!
Per la foglia rossa avevo in mente un’acero che è nel giardino del mio vicino e nottetempo sono andata a tagliare due rami.

La sintesi di tutto è questo ikebana.

Ikebana ispirato al piatto di Matteo Torretta
 
Questa ovviamente è la mia interpretazione del piatto ma devo dire che, dopo il suggerimento del Maestro Luca Ramacciotti, rende l’idea e “funziona” con l’immagine del piatto.
E’ stato molto stimolante e creativo interpretare un piatto Gourmet, nel prossimo lavoro interpreteremo un sapore o forse uno stato d’animo, non so ma qualcosa inventeranno i due maestri del Concentus e io sarò feice di partecipare ad ogni sfida che ci proporranno.

giovedì 8 giugno 2017

The ikebana becomes us

Ilaria, Francesco, Patrizia, Lucio, Anne, Andrea, Chiara, Silvia, Luca

Siamo tornati alla normalità ma ancora è vivo il ricordo dei 4 giorni passati con il “Gruppo vacanze Alto Adige”.
Questo è il secondo anno che organizziamo una gita collettiva all’insegna dello stare inseime, fare ikebana e divertimento.
Lo scorso anno eravamo a Nebbiù ospiti di Chiara e quest’anno a Merano ospiti di Patrizia. Il gruppo lo potete vedere nell’immagine di copertina. Da sinistra Ilaria, Francesco (marito di Patrizia) Patrizia, Lucio, Anne, Andrea (marito di Chiara), Chiara, io e Luca.
La formula sperimentata lo scorso anno si è ripetuta. Ci siamo ritrovati tutti a Merano a casa di Partizia e Francesco dopo un viaggio di circa 4 ore in auto da Firenze dove erano arrivati Luca, Lucio ed Ilaria con il treno.
Il venerdì mattina è stato dedicato alle lezioni di ikebana che abbiamo fatto tutti insieme nel giardino. Io e Ilaria abbiamo sviluppato dei temi del V livello che ancora non avevamo fatto.
Primo lavoro Improving Your Techinique “In a Suiban without Kenzan” un’evoluzione della tecnica rispetto al in suiban without kenzan fatta nel IV livello. Infatti questa volta niente rami ma solo fiori e foglie.
Curcuma fiori e foglie

Secondo tema 
Relief Works qualcosa a metà tra un pannello decorativo e un ikebana. Non avevo mai realizzato niente del genere ma avevo disegnato uno schizzo e perparato i materiali quindi sapevo cosa fare.

Pannello di legno verniciato, bamboo e craspedia

Il terzo lavoro è quello che ha ispirato il titolo del post. Renka (realizzato da: Lucio Farinelli, Patrizia Ferrari, Ilaria Mibelli, Chiara Giani, Silvia Barucci e Luca Ramacciotti)
In pratica si tratta di realizzare un’ikebana formato da tanti ikebana diversi, dove ogni persona che partecipa al lavoro mette la sua composizione in modo da armonizzarla con quella che già era pronta.
A me è toccato il penultimo step (il quinto). Ho realizzato un’ikebana che si staccasse dal gruppo ma al tempro stesso fosse in armonia con esso. Ho scelto dei materiali che amo molto per forma e colore (trachelium e gypsophila rosa) e un vaso di Patrizia bellissimo.
Lucio, Patrizia, Ilaria, Chiara, Silvia e Luca
The ikebana becomes us!
Dopo questa splendida esperienza ci siamo rilassati alle Terme di Merano. Un posto da sogno, cena in montagna e serata a giocare a Sogetsopoli. (versione personalizzata del monopoli)
La mattina dopo si replica con una nuova sessione di studio. Tutti abbiamo scelto un vaso che Patrizia ci ha gentilmente prestato e con i materiali “avanzati” abbiamo realizzato il nostro ikebana.
Bocca di leone e gypsophila rosa

Ci siamo ripromessi di continuare nel tempo questa bellissima “tradizione”. Vivere in gruppo almento una volta all’anno tre, quattro giorni di conviviale amicizia e studio dell’ikebana. Dedicarsi ad un arte è anche vivere insieme alle persone che hanno il tuo stesso interesse in armonia e divertimento.
Per i prossimi anni, la mente vulcanica del Maestro Farinelli, ha dato degli spunti niente male, ma ne parleremo a suo tempo.
Grazie a tutti per il bellissimo ricordo che porterò sempre con me.

giovedì 18 maggio 2017

Hito-Te-Ma





Tra le mani di due esseri umani
Oggi nella piazza di Fiesole si è tenuta la “Festa della Ceramica” organizzata dall’associazione “Cobalto”. Conosco questa associazione perché qualche tempo fa mi sono fatta fare un vaso da Umi Amanuma ceramista giapponese di grande talento.
Ceramiche di Umi Amanuma

Girando per la mostra mi sono fermata ad una stand dove non c’erano ceramiche esposte ma pezzi di creta in terra, disposti a formare un disegno. Molto curioso e chiedo spiegazione.
In pratica veniva replicata una performance di un artista giapponese (ancora Giappone nella mia vita) Shioya Ryota che all’indomani del disastro nucleare di Fukushima, ha ideato HitoTeMa. Questo consiste nello stringersi la mano tenendo nell’incavo tra pollice ed indice una piccola palla di argilla. Il risultato sono piccole opere rappresentanti calchi di strette di mano.
HitoTeMa ha un duplice significato: “Hito” significa pezzo di e “Tema” significa tempo o lavoro. Così “Hito-Tema” significa solo con un pezzo del lavoro.
Ma “Hito” significa anche esseri umani, “Te” significa mani, “Ma” significa tra. Così “Hito-Te-Ma” significa anche tra le mani di due esseri umani.
Ho trovato questa cosa “geniale” e quindi ho deciso di lasciare anche la mia impronta 
La stretta

Il risultato
Il contributo all'opera

Visione d'insieme

Il mio amore per l’ikebana mi ha avvicinato all’arte della ceramica perché questa è parte integrante della composizione e apprendere di artisti come Shioya Ryota che realizzano opere che uniscono il “mondo” mi piace molto. Sarebbe bello fare una performance tipo questa anche con l’ikebana, non so,  una grande installazione in un luogo pubblico dove ogni visitatore possa aggiungere un pezzo che lo rappresenta. Alla fine avremo realizzato un ikebana del “mondo” con il contributo di tutti.
Mi piace! Ci penserò e nel caso realizzi qualcosa del genere vi chiamerò tutti per contribuire con un pezzo di voi alla realizzazione. Faremo un passo tutti insieme sulla via dei fiori.

giovedì 6 aprile 2017

Il vaso della vita :)

L'ingresso di POTS ROMA

 Il meteo metteva pioggia per la domenica del workshop a Roma e pioggia è stata.
In realtà noi, a parte la difficoltà iniziale per arrivare da Testaccio a Cavour con la pioggia e la maratona, abbiamo passato tutta la giornata nel laboratorio di POTS di Sebastiano Allegrini.
Laboratorio dove abbiamo imparato “rapidamente” la lavorazione con la lastra. Io avevo un progetto che inseguivo da tempo e volevo realizzarlo a qualsiasi costo. Il Maestro però mi ha “stroncato” subito l’entusiasmo dicendomi che non avevamo abbastanza tempo per farlo. Delusa, ma non arresa, mi sono messa ad ascoltare la spiegazione su come lavorare con questa tecnica.
© fotografico di Angelica Mariani
Poi Sebastiano ci ha consigliato di utilizzare le forme di cartone che aveva preparato per tagliare i pezzi che componevano il vaso. Tra tutte le forme c’era anche un quadrato e ho scelto quella perchè il mio progetto di vaso era quasi un quadrato, e non ascoltando il Maestro, ho cominciato a realizzarlo.
© fotografico di Angelica Mariani

© fotografico di Angelica Mariani

Arrivata al momento più delicato del lavoro (quello di chiudere il vaso) il Maestro è venuto ad aiutarmi per finire il lavoro e darmi consigli preziosi.

© fotografico di Angelica Mariani

Alla fine della mattinata il vaso era pronto! Felicissima del mio lavoro e grata al Maestro di avermi aiutata, in pratica avevo fatto quello che volevo ed era che venuto benino. Sebastiano ha battezzato il mio vaso: 
“il vaso della vita”. Penso perchè non potevo “vivere” se non lo avessi realizzato. In un certo senso è vero, aspettavo da tanto tempo di poterlo realizzare e più di ogni altra cosa poterlo fare io (l’idea è nata da un vaso che avevo visto a Monaco, quando siamo stati là per il workshop di Ilse).

Il Maestro e il mio vaso
Il vaso della vita

Adesso è nel laboratorio di Sebastiano ad asciugare prima della cottura, insieme a tutti i bellissimi lavori degli altri partecipanti. Spero che tutto vada bene in cottura così potrò utilizzarlo per un prossimo ikebana, si perchè la ceramica mi piace ma questa serve all’ikebana.

© fotografico di Angelica Mariani

Nel pomeriggio abbiamo realizzato altri vasi con un tipo di lavorazione (sempre a lastra) ma più morbida e lasciata più grezza. Ho realizzato un vaso da attaccare al muro che spero sia bello ma ero già appagata della realizzazione della mattina che non ho fatto neanche una foto.
L’unico neo della giornata è stato che il mio Maestro Luca Ramacciotti non è potuto venire per mancanza di posti ma ci ha raggiunto all’ora di pranzo e abbiamo passato insieme il pomeriggio fino alla partenza.
Ogni iniziativa promossa dal Concentus Study Group è un’iniziativa di sicuro valore lo dimostrano le numerose mostre e i workshop, sia d’ikebana che di attività collaterali (ceramica, profumi, fotografia) tutti improntati ad avere uno sguardo a 360° nell’affrontare lo studio dell’arte dell’ikebana. Consiglio a tutti gli appassionati di non lasciarsi sfuggire uno di questi appuntamenti, sono unici ed irripetibili.

mercoledì 29 marzo 2017

Un connubio perfetto

CONNUBIO - Unione, amicizia, corrispondenza, relazione, accordo.
Questo è quello che indica come significato della parola CONNUBIO il vocabolario, io aggiungerei anche "ikebana e ceramica".
Le parole del vocabolario descrivono lo spirito di gruppo, ma la ceramica è parte integrante dell'arte dell'ikebana.
Ogni ikebana è forma, colore, movimento, direzione e contenitore.
L'importanza del contenitore (c'è anche una lezione specifica nel corso di studio) è spesso fondamentale, può rendere il lavoro fantastico o anonimo.
Per capire meglio quello che sto dicendo guardate le immagini seguenti.


a sinistra l'ikebana corretto - a destra con il vaso sbagliato

Il vaso alto toglie lo slancio alla composizione, in realtà anche i fiori alla base tolgono slancio, infatti la giusta versione sarebbe senza fiori alla base, per enfatizzare al massimo l'andamento verticale.

Ikebana che mette in risalto la verticalità

Questa premessa mi porta a parlare del prossimo appuntamento organizzato dal Concentus Study Group a Roma. Domenica 2 Aprile saremo tutti riUniti presso POTS di Sebastiano Allegrini a fare un nuovo workshop di ceramica. Questo è il terzo a cui partecipo, (nel primo abbiamo lavorato con il colombino, il secondo è stato di ceramica Raku) questa volta faremo lavorazione a lastra.
Mi sono preparata disegni e misure perchè ho delle idee da realizzare e per l'occasione andiamo a Roma il sabato sera per passare una piacevole serata in compagnia degli amici prima del workshop.

Questi sono i vasi che ho realizzato le volte precedenti. Non sono una ceramista ma mi sono divertita tantissimo.
Ovviamente anche gli l'ikebana sono miei.

Vaso in ceramica raku

Vaso smaltato

Vaso in ceramica raku


Vaso smaltato


venerdì 17 marzo 2017

Pordenoneorchidea 2017


Conclusa la manifestazione si tirano le somme. Grande partecipazione di pubblico e grande interesse per le iniziative del padiglione 5 dedicato alle orchidee.
Io sono stata invitata da Guido De Vidi a fare una piccola esposizione di ikebana per “festeggiare” il terzo premio vinto al concorso Sogetsu perchè la Cattleya che ho usato nell’ikebana mi era stata regalata da Guido dopo la mostra di Schio.
il mio ikebana nel logo delle FLORIDEE

E’ stato un bellissimo fine settimana. Ho realizzato alcuni ikebana che poi ho lasciato per tutta la durata della mostra in esposizione nell’area dedicata alle conferenze e agli incontri. Nello stesso spazio era allestita anche una mostra di pittura con dei bellissimi quadri a tema floreale che ho cercato di armonizzare con il mio lavoro.
Bamboo, statice e gipsofila

Rami, carta e leucospermum

Equisetum e phalaenopsis

Steel grass e leucospermum

草月みんなのいけばな展 Everyone’s Sogetsu Ikebana Exhibition -5th – 90 Anniversario

Questa mattina, al mio risveglio, trovo un messaggio del mio Maestro Luca con scritto “congratulazioni”.
NON CI CREDO!
Io e Anne Dupont (carissima amica e maestra d’Ikebana) abbiamo vinto il terzo premio del 5th concorso Sogetsu che celebra il 90° anno dalla fondazione della Scuola.


Il mio Ikebana

Devo dire che mi sono commossa, questo ikebana racchiude tantissime cose che mi appartengono. I pazienti insegnamenti del Maestro Luca Ramacciotti, il bellissimo dono di Guido De Vidi (i rami della splendida Cattleya che era esposta alla mostra di Schio), il vaso realizzato ad un indimenticabile workshop di Raku con Sebastiano Allegrini e le foglie raccolte davanti alla ditta dove lavoro adesso (mi sono dovuta reinventare un nuovo posto di lavoro), che quando le ho raccolte i presenti, che non capivano cosa facessi, mi hanno detto: “vogliamo proprio vedere che ci fai con quelle foglie.”- Io ho risposto sorridendo: “un ikebana :).”
Sono felice perchè questo è un bellissimo riconoscimento del mio lavoro e della costanza che ho messo nello studio di quest’Arte che ha travolto la mia vita come un fiume in piena, ma tutto questo non sarebbe altrettanto bello se non avessi incontrato un gruppo fantastico di persone innamorate della vita e dei fiori.
La “via dei fiori” se vissuta con gioia e condivisione apre nuovi orizzonti e regala bellissime esperienze ed emozioni.
Grazie a tutto il Concentus Study Group.

martedì 10 gennaio 2017

2017 Anno del Gallo

Perchè iniziare il nuovo anno con un KIHON?
(Kihon (基本, きほん) is a Japanese term meaning "basics" or "fundamentals." The term is used to refer to the basic techniques that are taught and practiced as the foundation of most Japanese martial arts).
Non è una mia idea, mi è stata suggerita lo scorso anno da Ilse Beunen (Ikebana Belgio) nella newsletter di inizio anno. Lei a sua volta l'ha imparato dal suo Maestro giapponese.
Ho trovato questa idea veramente interessante e sia lo scorso anno 2016 che questo ho fatto una composizione base come prima composizione dell'anno.
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Calicanto d'inverno e tulipani
L'idea che ogni anno è un nuovo inizio che ci apre tante nuove possibilità è molto stimolante, ma le basi, i principi fondamentali devono essere presenti e ben radicati in noi per costruire un futuro di valore.
Questo è vero in ogni campo ed anche lo studio di quest'arte non fa eccezione. Ricominciare e interpretare le basi con un'esperienza maggiore ha un sapore molto diverso.
La scelta di questi materiali non è casuale, il ramo di Calicanto viene da una pianta che stava nel giardino della mia nonna paterna e quando lei ci ha lasciato, mia mamma l'ha portata via e ripiantata nel nostro giardino. Ho sempre amato questa pianta che fiorisce in pieno inverno con questi piccoli fiori profumatissimi. Ci sono giorni che quando torno a casa, al buio, nel piazzale davanti alla porta di casa, si diffonde questo lieve odore, il mio ricordo corre immediatamente a mia nonna.
Patendo dal ramo di Calicanto ho scelto i fiori. Amo i tulipani, in questo periodo sono come una promessa dell'arrivo della prossima primavera.
Il vaso doveva essere un tsubo perché volevo fare una IV variazione hanging, visto che lo scorso anno avevo fatto un moribana.
Il risultato lo vedete sopra ma le sensazioni che provo quando faccio un ikebana non si possono fotografare, solo chi ha una passione e ci si dedica con amore potrà capire di cosa parlo.

domenica 4 dicembre 2016

1# nota di viaggio - MEO FUSCIUNI

Dopo la visita a #Pitti Fragranze abbiamo scelto due profumi da interpretare con un ikebana.
Il primo l'ho pubblicato in un post di qualche tempo fa (Oud Imperial),  il secondo è questo meraviglioso profumo di Meo Fusciuni.
Quando Luca Ramacciotti ci ha consegnato i campioni che avevamo richiesto, già da tempo stavo pensando come poter realizzare questo ikebana.
Ho spruzzato il profumo, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato. La storia che mi trasmette 1# nota di viaggio è quella di un caldo pomeriggio nelle strette e anguste strade di una medina. Tutto in questo profumo è armonia, un sogno dai colori caldi e rotondi con la promessa di un'esperienza unica.
In questa realizzazione sono riuscita ad unire tante cose del mio percorso sulla via dei fiori: gli anni di studio con il mio Maestro Luca Ramacciotti, le lezioni di Ilse del suo canale "Online Ikebana" e l'emozione che mi ha trasmesso il profumo di Meo Fusciuni.

Per riuscire a capire meglio il mio lavoro di seguito potete leggere quello che Meo Fusciuni scrive del suo profumo.

1# nota di viaggio (rites de passage)
Il nostro primo profumo nasce ad Istanbul, nella porta d’Oriente, nella nota di pepe nero, la magia dei bazar, la nostalgia del ritorno, la gioia di luoghi sacri.
La prima opera di Meo Fusciuni ci accompagna in un viaggio delicato e vibrante. Ogni porta, ogni momento è segnato nella profumazione, trova nella metamorfosi il suo cammino, dalla Nota di Testa di Pepe nero, Pompelmo e bergamotto, alla nota di Cuore di Ylang-Ylang e Geranio; la profonda Nota di Base e intima preghiera del Sandalo e dell’Incenso.
Lo zampillo che spande... mille tremule foglie... tanti zampilli lasciano cadere memorie nella terra d’Oriente, nella porta che dona passaggi, nella porta dove lo sguardo è anche amaro, speziato.
Radica nella terra lavorata, scavata, massacrata dall’uomo, il Vetiver, dalla quale zampilla enorme e rosso e carnoso il legno del Sandalo, porta in grembo le resine divine, il sacro incenso e la dolcezza del Benzoino, la potenza del Patchouli.

Ikebana per Meo Fusciuni 1# nota di viaggio

Vaso realizzato da me ad un workshop fatto con il Maestro Sebastiano Allegrini.
Materiali foglie di cocco e jatropha firecracker.

martedì 22 novembre 2016

#MAXXI

Il mio pass :)

Lo scorso 18 novembre al museo MAXXI di Roma il Concentus Study Group ha tenuto una conferenza con dimostrazione d'ikebana Sogetsu.
Questo evento è stato il primo di un ciclo d'incontri all'interno della mostra sull'architettura del Giappone.

Il venerdì mattina, io e Ilaria ci siamo unite al maestro Luca Ramacciotti e alle maestre Lucia Coppola e Giulia Piccone Italiano, per realizzare uno Zenei-Bana nella bellissima scultura/fontana  di Francesco Venezia. Il lavoro è stato divertentissimo, il risultato fantastico, la compagna affiatatissima.

Ilaria e Luca montano la struttura - Foto Silvia Barucci

Lucia e Giulia - Foto Silvia Barucci

Foto Ilaria Mibelli

Foto Ilaria Mibelli

Particolare - Foto Silvia Barucci

Zenei-Bana - Foto Silvia Barucci

Zenei-Bana - Foto Luca Ramacciotti

Zenei-Bana - Foto Luca Ramacciotti

Alle 18,00 è iniziata la conferenza tenuta dal Maestro Luca Ramacciotti e durante la spiegazione i Maestri Lucio Farinelli, Lucia Coppola, Anne Justo e Giulia Piccone Italiano hanno realizzato degli ikebana illustrando alcuni temi della nostra scuola. Al termine della conferenza anche il maestro Ramacciotti ha realizzato un bellissimo ikebana (ispirato ad un lavoro fatto dalla Iemoto Akane Teshigahara), mentre io, Ilaria e Nicoletta abbiamo fatto da assistenti a tutti i maestri durante la dimostrazione.


Foto Fabio Uggeri

Luca Ramacciotti mentre realizza l'Ikebana - Foto Fabio Uggeri

Sono esperienze bellissime, che restano nel cuore di chi partecipa. Una giornata di condivisione, di tempo e di pensiero. 
Tutti uniti in un unico scopo, far conoscere ed amare la nostra bellissima Arte; l'Ikebana Sogetsu.
Davanti ad un folto ed interessato pubblico abbiamo dato un forte messaggio, quello di un gruppo coeso che lavora con gioia e professionalità alla divulgazione di un'antica e moderna Arte.
Grazie a tutti di cuore.

Il gruppo del MAXXI - Foto Fabio Uggeri